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DAC7 e affitti brevi: checklist per la scadenza del 31 gennaio 2026

DAC7 affitti brevi

I property manager italiani riconoscono ormai uno schema ricorrente ogni inverno: OTA e partner di pagamento richiedono l’aggiornamento dei dati fiscali, la verifica dell’identità e le informazioni sugli annunci – spesso con avvisi chiari sul possibile blocco dei pagamenti se qualcosa manca. Questa urgenza è legata alla DAC7, il quadro normativo europeo sulla rendicontazione che rende i redditi generati tramite piattaforme digitali più trasparenti per le autorità fiscali.

Se gestisci affitti brevi in Italia, il messaggio operativo è semplice: i dati DAC7 relativi all’anno solare 2025 devono essere comunicati dalle piattaforme entro il 31 gennaio 2026. Il modo più rapido per evitare interruzioni è avere informazioni complete e coerenti prima che le OTA inizino a sollecitarti.

Cos’è la DAC7 e perché è rilevante per gli affitti brevi in Italia

La DAC7 (Direttiva UE 2021/514) amplia la cooperazione amministrativa in materia fiscale tra gli Stati membri dell’UE e obbliga gli operatori di piattaforma (come le principali piattaforme di prenotazione) a raccogliere, verificare e comunicare informazioni sui venditori/host e sui redditi generati dalle attività facilitate tramite la piattaforma.

Per gli affitti brevi, questo significa che le autorità fiscali possono incrociare più facilmente:

Nota importante: la DAC7 non introduce una nuova imposta. Rafforza invece la condivisione dei dati per consentire l’applicazione più coerente delle norme fiscali già esistenti.

DAC7 e affitti brevi: quali dati vengono comunicati (e da chi)

Nella maggior parte dei casi, è l’OTA/piattaforma a effettuare la comunicazione. Il rischio operativo per il property manager nasce quando non fornisce (o non mantiene aggiornati) i dati necessari affinché la piattaforma possa rendicontare correttamente.

Chi è responsabile della comunicazione?

Quali informazioni vengono tipicamente incluse per gli affitti brevi?

Le piattaforme comunicano generalmente due grandi categorie di dati: profilo identitario/fiscale e dati finanziari/di attività.

Di seguito una mappa “DAC7-ready” utilizzabile internamente:

Area datiEsempi di informazioni richiestePerché è rilevante
Identità del venditoreRagione sociale/nome legale, indirizzo, data di nascita (persona fisica)Identifica il soggetto comunicabile
Identificativi fiscaliCodice fiscale/TIN, partita IVA se applicabileCollega i redditi alla posizione fiscale
Residenza e paesi di attivitàPaese di residenza + luogo degli annunciDetermina le autorità fiscali destinatarie
Dati del conto di pagamentoIBAN o identificativo del conto, intestatarioCollega i redditi ai flussi di pagamento
Dati dell’annuncioIndirizzo dell’immobile; dati catastali/registrazione se disponibiliConferma l’immobile locato
Attività di locazioneNumero di notti/giorni affittatiDimostra il livello di attività
Rendicontazione finanziariaImporti pagati (spesso trimestrali), commissioni/tasse trattenuteEvidenzia corrispettivi e deduzioni

Dati 2025: tempistiche per rispettare la scadenza del 31 gennaio 2026

La rendicontazione DAC7 è annuale e deve avvenire entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento.
Per l’anno solare 2025:

Timeline interna consigliata (punto di vista del property manager)

Ottobre–Novembre 2025

Dicembre 2025

Inizio gennaio 2026

Rischi principali per i property manager italiani (e come ridurli)

1) Blocco dei pagamenti e interruzioni degli annunci

Se le informazioni sono incomplete, le piattaforme possono limitare i pagamenti fino alla regolarizzazione.

Come rimediare: mantieni un’unica “fonte di verità” interna per dati del venditore e del conto di pagamento, aggiornandola a ogni cambio di contratto, proprietario o IBAN.

2) Disallineamenti tra dati OTA e contabilità reale

I dati DAC7 sono strutturati (spesso su base trimestrale) e possono essere confrontati con dichiarazioni fiscali, IVA e flussi bancari.

Come rimediare: riconcilia trimestralmente estratti OTA, incassi e distribuzioni ai proprietari.

3) Confusione su IVA transfrontaliera (VIES)

Molti property manager italiani lavorano con piattaforme UE. Il tema VIES emerge spesso insieme ai controlli, soprattutto per il reverse charge sulle commissioni.

Come rimediare: verifica con il tuo commercialista la posizione IVA/VIES e mantieni i profili di fatturazione delle piattaforme allineati alla tua configurazione IVA.

Dove si inserisce Chekin nel tuo stack di compliance (senza aumentare il carico di lavoro)

La DAC7 riguarda principalmente piattaforme e dati fiscali, mentre la compliance operativa quotidiana in Italia include identificazione degli ospiti, comunicazioni obbligatorie e check-in più fluidi.

Chekin aiuta i property manager ad automatizzare flussi chiave come check-in online, verifica documenti e adempimenti ricorrenti, riducendo il tempo speso a rincorrere documenti e lasciando più margine per rispondere rapidamente alle richieste DAC7 delle OTA.

Best practice semplice: mantieni una cartella di compliance per ogni unità (proprietà + pagamenti + profili piattaforma) ed esegui una revisione programmata ogni Q4 – così le richieste di gennaio non diventano emergenze.

Conclusione

Per la DAC7 e gli affitti brevi, il punto chiave in Italia è chiaro: le attività del 2025 devono essere comunicate dalle piattaforme entro il 31 gennaio 2026.
Il tuo ruolo, come property manager, è assicurarti che le piattaforme possano trasmettere dati puliti, verificati e coerenti – identità del venditore, codici fiscali, conti di pagamento, indirizzi degli immobili, notti e totali trimestrali – senza ritardi che possano causare blocchi dei pagamenti o segnalazioni di non conformità.

(Questo articolo ha finalità informative e non costituisce consulenza fiscale. Per la tua situazione specifica – soprattutto se gestisci incassi “per conto” di più proprietari – verifica i dettagli con il tuo consulente fiscale.)

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FAQ 

Qual è la scadenza DAC7 per le attività di affitto breve del 2025 in Italia?

31 gennaio 2026 (le piattaforme comunicano i dati relativi all’anno solare precedente).

Chi comunica i dati DAC7: io o l’OTA?

Di norma è la piattaforma (OTA) a comunicare i dati, ma tu devi fornire informazioni accurate e aggiornate affinché possa completare correttamente le attività di due diligence.

Cosa include normalmente la rendicontazione DAC7 per gli affitti?

Identità del venditore e dati fiscali, indirizzo dell’annuncio (ed eventuale numero di registrazione), numero di notti affittate e importi pagati (spesso su base trimestrale), oltre alle commissioni della piattaforma.

Una piattaforma può bloccare i pagamenti se non fornisco le informazioni DAC7?

Sì. Alcune piattaforme indicano che i pagamenti possono essere congelati, previa comunicazione, se le informazioni richieste risultano mancanti.

Perché le OTA chiedono documenti d’identità, prova di residenza e verifiche dell’IBAN?

Perché la DAC7 impone alle piattaforme di raccogliere e verificare le informazioni sul venditore prima di effettuare la comunicazione dei dati.

La DAC7 si applica solo alle persone fisiche?

No. La rendicontazione riguarda sia le persone fisiche sia le persone giuridiche, con campi informativi leggermente diversi.

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