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Codice strutture ricettive: cosa cambia dal 20 maggio 2026

codice strutture ricettive

Il codice strutture ricettive è il codice alfanumerico univoco che identifica ogni unità ricettiva sul territorio italiano. In Italia coincide oggi con il Codice Identificativo Nazionale (CIN), introdotto dall'art. 13-ter del decreto-legge 145/2023, convertito con la legge 191/2023. Va richiesto sul portale della Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR) del Ministero del Turismo, esposto all'esterno dell'immobile e indicato in ogni annuncio online.

Senza, l'attività non può operare regolarmente e le piattaforme sono tenute a rimuovere gli annunci privi del codice.

Cosa si intende per codice strutture ricettive

Nel linguaggio normativo italiano il termine "codice strutture ricettive" raccoglie tre concetti diversi che spesso vengono confusi:

  1. Codice Identificativo Nazionale (CIN): il codice unico nazionale assegnato dal Ministero del Turismo a ogni unità ricettiva o locazione turistica. È quello che oggi la maggior parte degli operatori intende quando parla di "codice identificativo unico affitti brevi".
  2. Codice Identificativo Regionale (CIR) e suoi equivalenti regionali (CITR Liguria, IUN Sardegna, CIS Puglia, CUSR Campania): codici emessi dalle Regioni prima dell'introduzione del CIN, ancora attivi e integrati progressivamente nella BDSR.
  3. Codice di classificazione della struttura: codice tipologico assegnato in fase di SCIA o autocertificazione che identifica la categoria della struttura (hotel 4 stelle, B&B, casa vacanza, agriturismo) secondo la normativa regionale.

Dal 2024 il riferimento principale è il CIN. Convive con i codici regionali finché ogni Regione completa l'integrazione tecnica con la BDSR, ma a livello operativo è il codice che host, gestori e property manager devono ottenere ed esporre.

CIN: il codice identificativo unico delle strutture ricettive italiane

Il CIN è il codice identificativo unico introdotto per uniformare la tracciabilità delle strutture ricettive a livello nazionale. Sostituisce nella funzione i precedenti codici regionali e popola la Banca Dati Nazionale delle Strutture Ricettive (BDSR) gestita dal Ministero del Turismo.

Struttura del codice

Il CIN si compone di cinque parti, ciascuna con un significato preciso:

Esempio di formato: IT 039 007 B1 ooooo

Chi è obbligato a richiederlo

L'obbligo di CIN si applica a:

L'obbligo riguarda sia chi opera in forma imprenditoriale sia chi affitta in forma occasionale. Per le porzioni di unità immobiliare affittate separatamente, ogni porzione deve avere il proprio CIN.

Stato di adozione

Secondo i dati pubblicati dal Ministero del Turismo al 14 gennaio 2026, le strutture registrate in BDSR risultano 694.287 e i CIN rilasciati sono 621.262, con 11.173 posizioni ancora in verifica amministrativa. La copertura nazionale è quindi vicina al 90%, segno che il sistema è entrato a regime.

Come ottenere il codice strutture ricettive

La richiesta del CIN è interamente telematica, gratuita e si effettua sul portale BDSR del Ministero del Turismo.

Documenti necessari

Per avviare la procedura sono necessari:

Passaggi della procedura

  1. Accesso al portale BDSR con SPID o CIE
  2. Selezione del Comune e della tipologia di struttura
  3. Inserimento dei dati identificativi, catastali e di contatto
  4. Dichiarazione di possesso dei requisiti di sicurezza
  5. Conferma della richiesta e generazione del CIN

Per le strutture già registrate in un'anagrafe regionale con CIR o codice equivalente, in molti casi il sistema importa automaticamente i dati e completa la richiesta in tempi rapidi. Per le strutture nuove o in Regioni che non assegnano codici regionali, il CIN viene rilasciato dopo verifica amministrativa.

Obblighi successivi al rilascio

Una volta ottenuto il CIN, il gestore deve:

Differenze tra CIN e CIR

La distinzione tra Codice Identificativo Nazionale e Codice Identificativo Regionale resta una delle fonti più frequenti di confusione tra gli operatori. La tabella sintetizza i punti chiave.

AspettoCIN (Codice Identificativo Nazionale)CIR (Codice Identificativo Regionale)
Ente di rilascioMinistero del TurismoRegione di competenza
Ambito di validitàTutto il territorio nazionaleSingola Regione
Banca datiBDSR (Banca Dati Strutture Ricettive)Anagrafi e portali regionali
ObbligatorietàDal 3 settembre 2024 per tutte le RegioniDipende dalla normativa regionale
Esposizione obbligatoriaSì, esterno struttura e annunciSì, dove previsto dalla legge regionale
CostoGratuitoGratuito o con tariffe regionali ridotte
Verifica piattaforme onlineSì, dal 20 maggio 2026 (Reg. UE 2024/1028)Variabile per Regione

Nelle Regioni che già assegnavano un proprio codice (Campania con il CUSR, Puglia con il CIS, Sardegna con lo IUN, Liguria con il CITR e altre), il CIN si affianca al codice regionale e lo integra nella banca dati nazionale. La presenza del codice regionale resta valida per gli adempimenti regionali, in particolare la comunicazione ISTAT verso i portali come Ross1000, Sinfonia Turismo, Turismo5.

Scopri di più su: 

CIR e CIN: Guida per gli operatori del noleggio a breve termine

Il quadro normativo aggiornato al 2026

Il codice strutture ricettive si inserisce in un sistema regolatorio articolato su tre livelli che host e property manager devono conoscere.

Livello europeo: Regolamento UE 2024/1028

Dal 20 maggio 2026 è pienamente operativo il Regolamento (UE) 2024/1028 sulla raccolta e condivisione dei dati relativi ai servizi di locazione a breve termine. La norma è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento e introduce tre obblighi principali:

Il regolamento rafforza i poteri di controllo dei governi nazionali e locali, che ora dispongono di dati operativi affidabili per orientare le politiche di settore. Non introduce limiti al numero di notti affittabili.

Livello nazionale: D.L. 145/2023 e BDSR

L'art. 13-ter del D.L. 145/2023, convertito con L. 191/2023, è la base giuridica del CIN e della BDSR. Definisce:

A giugno 2025 il Ministero del Turismo ha rilasciato il Cruscotto operatori comunali, evoluzione della BDSR che consente ai Comuni di geolocalizzare le strutture sul territorio e verificare la regolarità degli annunci tramite mappa interattiva. Le FAQ ufficiali del Ministero sono state aggiornate al 23 aprile 2026.

Livello regionale: classificazione delle tipologie

In Italia la responsabilità di classificare le strutture ricettive appartiene alle Regioni. La normativa nazionale individua quattro macrocategorie, ma all'interno di ciascuna ogni Regione definisce in autonomia tipologie e requisiti tramite legge regionale:

Esempi di leggi regionali di riferimento: L.R. Lazio 13/2007 (modificata dalla L.R. 8/2022), L.R. Sicilia 6/2025, L.R. Toscana 61/2024, L.R. Emilia-Romagna 16/2004. In molte Regioni la competenza classificatoria è stata delegata ai Comuni.

Requisiti di sicurezza obbligatori

Per ottenere il CIN, le locazioni turistiche e le locazioni brevi (art. 13-ter D.L. 145/2023) devono dichiarare la presenza di:

Le FAQ del Ministero del Turismo precisano che i dispositivi richiesti non devono essere necessariamente impianti fissi con progetto tecnico: sono sufficienti dispositivi mobili certificati e in efficienza. L'obbligo si applica anche se l'edificio dispone già di estintori condominiali, perché la norma si riferisce alla singola unità immobiliare.

Per le strutture ricettive alberghiere ed extralberghiere imprenditoriali restano vigenti gli obblighi specifici della normativa antincendio di settore, in particolare il D.M. 9 aprile 1994 e le successive modifiche, oltre a SCIA al SUAP e Certificato Prevenzione Incendi per le strutture sopra le 25 camere.

Sanzioni: cosa rischia chi non rispetta gli obblighi

Le violazioni in materia di codice strutture ricettive e adempimenti correlati generano sanzioni cumulative di natura diversa. Una stessa prenotazione gestita irregolarmente può attivare più contestazioni in parallelo.

ViolazioneImportoNatura
Mancata indicazione del CIN nell'annuncio online800€ a 8.000€Amministrativa
Mancata esposizione del CIN all'esterno della struttura500€ a 5.000€Amministrativa
Mancato rispetto dei requisiti di sicurezza600€ a 6.000€ per infrazioneAmministrativa
Mancata presentazione della SCIA (dove dovuta)200€ a 10.000€Amministrativa
Omessa comunicazione Alloggiati Web (art. 109 TULPS)Arresto fino a 3 mesi o ammenda fino a 206€ per ogni omessa schedinaPenale (art. 17 TULPS)
Omessa o incompleta comunicazione ISTATFino a 2.500€ per ogni mese di omissioneAmministrativa (art. 7 D.Lgs. 322/1989)
Annuncio senza CIN valido dal 20 maggio 2026Rimozione obbligatoria dalla piattaformaUE 2024/1028

Due elementi meritano attenzione particolare. La sanzione per omessa comunicazione Alloggiati Web è di natura penale e non amministrativa: la Cassazione ha confermato più volte che si tratta di reato contravvenzionale, applicabile anche in caso di comunicazione tardiva non giustificata da malfunzionamento documentato del portale (Cass. Pen. 35573/2020, 23308/2017, 42565/2008). E dal 20 maggio 2026 le piattaforme online sono obbligate dal Regolamento UE 2024/1028 a rimuovere gli annunci privi di CIN, quindi senza codice valido l'annuncio non resta visibile.

Adempimenti correlati al codice strutture ricettive

Il CIN apre un sistema di obblighi che il gestore deve coordinare per ogni soggiorno. I quattro adempimenti operativi che ruotano intorno al codice sono i seguenti.

1. Alloggiati Web (Polizia di Stato)

Tutti i gestori di strutture ricettive e i locatori di immobili per soggiorni fino a 30 giorni devono comunicare le generalità degli ospiti al portale Alloggiati Web della Polizia di Stato entro 24 ore dall'arrivo, ai sensi dell'art. 109 TULPS. Per soggiorni inferiori alle 24 ore la comunicazione va inviata contestualmente all'arrivo. La ricevuta di trasmissione va conservata. L'omissione è reato contravvenzionale.

2. Comunicazione ISTAT regionale

Ogni Regione gestisce un proprio portale per la raccolta dei dati statistici sui flussi turistici (Sinfonia Turismo per la Campania, Ross1000 per il Lazio, Turismo5 per la Lombardia, Ricestat per l'Emilia-Romagna, Turismatica e WebTur per altre Regioni). Le strutture devono trasmettere mensilmente i dati di arrivi e presenze. La mancata o tardiva comunicazione comporta sanzioni amministrative ai sensi del D.Lgs. 322/1989.

3. Imposta di soggiorno

Dove istituita, l'imposta di soggiorno va riscossa dal gestore, riversata al Comune con le scadenze previste dal regolamento comunale e dichiarata annualmente entro il 30 giugno dell'anno successivo. Il gestore è responsabile d'imposta e risponde del versamento anche in caso di mancata riscossione dall'ospite.

4. Tracciabilità fiscale del CIN

Il CIN va indicato nelle dichiarazioni dei redditi: nel quadro B rigo B12 del Modello 730/2026 per i contratti di locazione turistica e breve, e nel quadro RS rigo RS533 del Modello Redditi PF 2026. L'indicazione errata o assente è soggetta a controllo incrociato con la BDSR e con i dati trasmessi dalle piattaforme.

Come Chekin semplifica gli adempimenti correlati al codice strutture ricettive

Chekin è la piattaforma di check-in online e gestione degli adempimenti normativi pensata per host, property manager e strutture ricettive che operano in Italia. La richiesta del CIN sul portale BDSR resta un passaggio diretto tra gestore e Ministero del Turismo. Tutto il lavoro operativo che il CIN attiva, invece, può essere automatizzato.

Il vantaggio operativo è la riduzione del rischio sanzionatorio cumulativo. Tra Alloggiati Web (sanzione penale), ISTAT (sanzione amministrativa fino a 2.500€ al mese), imposta di soggiorno (responsabilità d'imposta) e Regolamento UE 2024/1028 (rimozione annunci), ogni prenotazione gestita manualmente è una potenziale fonte di errore. Automatizzare significa proteggere l'attività.

FAQ sul codice strutture ricettive

Cos'è esattamente il codice strutture ricettive in Italia?

È il codice identificativo univoco che ogni struttura ricettiva o unità in locazione turistica deve possedere per operare legalmente. In Italia, dal 3 settembre 2024, coincide con il Codice Identificativo Nazionale (CIN) rilasciato dal Ministero del Turismo tramite la Banca Dati delle Strutture Ricettive (BDSR). Va esposto all'esterno della struttura e indicato in ogni annuncio online.

Il CIN sostituisce il vecchio CIR regionale?

Il CIN affianca i codici regionali esistenti (CIR, CITR ligure, IUN sardo, CIS pugliese, CUSR campano) all'interno della BDSR nazionale. I codici regionali restano validi per gli adempimenti regionali, in particolare la comunicazione ISTAT verso i portali come Ross1000 o Sinfonia Turismo. Per gli annunci online e l'esposizione esterna, il codice di riferimento è il CIN.

Quanto costa ottenere il CIN?

La richiesta del CIN sul portale BDSR del Ministero del Turismo è completamente gratuita. Possono esserci costi indiretti legati all'adeguamento dell'immobile ai requisiti di sicurezza (estintori, rilevatori di gas e CO) o all'assistenza professionale per la gestione della pratica, ma il rilascio del codice non prevede alcun pagamento all'amministrazione.

Cosa rischio se affitto senza CIN nel 2026?

Le sanzioni sono cumulative: da 800€ a 8.000€ per mancata indicazione del CIN nell'annuncio, da 500€ a 5.000€ per mancata esposizione esterna, da 600€ a 6.000€ per requisiti di sicurezza assenti. Dal 20 maggio 2026 le piattaforme sono obbligate dal Regolamento UE 2024/1028 a rimuovere gli annunci privi di un CIN valido.

Il property manager può richiedere il CIN al posto del proprietario?

Sì. Il CIN può essere richiesto dal titolare, dal gestore o dal property manager, purché in possesso di delega formale del proprietario. La delega va caricata nel portale BDSR insieme agli altri documenti. Questo permette di centralizzare la gestione amministrativa su soggetti professionali, mantenendo la responsabilità legale in capo al titolare.

Quali sono gli obblighi che si attivano dopo aver ottenuto il CIN?

Dopo aver ottenuto il CIN, per ogni soggiorno il gestore deve trasmettere le generalità degli ospiti ad Alloggiati Web entro 24 ore, inviare i dati al portale ISTAT regionale, riscuotere e versare l'imposta di soggiorno e indicare il CIN nella dichiarazione dei redditi annuale (rigo B12 del 730 o RS533 del Modello Redditi).

Le locazioni di durata superiore a 30 giorni hanno bisogno del CIN?

Sì, se sono locazioni con finalità turistica. L'obbligo di CIN si applica a tutte le unità immobiliari date in locazione per finalità turistiche, indipendentemente dalla durata. Si applica anche alle locazioni brevi (fino a 30 giorni) ai sensi del D.L. 50/2017. Sono escluse le locazioni abitative ordinarie senza finalità turistica.

Cosa cambia dal 20 maggio 2026 con il Regolamento UE 2024/1028?

Il Regolamento UE 2024/1028 introduce tre novità: ogni unità deve avere un numero di registrazione univoco (in Italia, il CIN) visibile in ogni annuncio, le piattaforme trasmettono mensilmente i dati delle prenotazioni alle autorità nazionali, e gli annunci privi di CIN valido vengono rimossi. Le regole sono identiche in tutti gli Stati membri.

Conclusione

Il codice strutture ricettive è oggi il punto di ingresso obbligatorio per qualsiasi attività di ospitalità in Italia. Il CIN rilasciato dalla BDSR funziona come codice identificativo unico nazionale e si affianca ai codici regionali preesistenti. Con il Regolamento UE 2024/1028 in vigore dal 20 maggio 2026 il sistema è diventato anche europeo: stesse regole, stessa tracciabilità, stesso obbligo di esposizione su tutte le piattaforme online.

Per host e property manager il vero terreno operativo non è la richiesta del codice, che è una procedura una tantum sul portale BDSR, ma la gestione quotidiana degli adempimenti che il CIN attiva: Alloggiati Web, ISTAT regionale, imposta di soggiorno, tracciabilità fiscale. Qui si concentrano le sanzioni cumulative e qui si misura la sostenibilità operativa di una struttura. Automatizzare questi flussi con strumenti dedicati riduce il rischio, libera tempo e protegge l'attività dal regime di controlli incrociati che la BDSR e il regolamento europeo rendono molto più stretto rispetto al passato.

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